giovedì 11 ottobre 2018

FURGONE MON AMOUR, E' IL TUO MOMENTO!

Simpatico e funzionale il furgone Fiat 238 prodotto dal 1967 al 1982.
Berline, spider, coupé, supercar, youngtimer… Di auto storiche ce n’è per tutti i gusti e tutte le tasche. Di ogni epoca, colore e motorizzazione. Ma vuoi mettere un bel furgoncino d’epoca…? Che stile, che praticità, che lentezza. E che rarità! Di Porsche ne è pieno il mondo: commercianti e annunci ne hanno di qualsiasi modello. Ma provate a cercare un bel furgoncino d’antan. La faccenda si fa dura.
Ai più viene subito in mente l’immarcescibile Volkswagen Transporter, che nella prima edizione ha ormai raggiunto quotazioni impegnative, ma anche la produzione nostrana ha almeno un paio di mezzi che possono solleticare la fantasia degli appassionati: i commerciali Fiat 850/900 T e 238. Hanno tutte le carte in regola per farti innamorare, così tondi e paffuti da trasmettere subito fiducia e simpatia.

Per parlare del piccolo 850 T - introdotto nel 1965 con le versioni furgone e trasporto persone “Familiare” - bisogna addirittura tornare alla 600 T, l’allestimento commerciale della piccola utilitaria Fiat. La linea della 850 T, infatti, è pressoché identica a quella del modello più vecchio. Naturalmente cambia la cilindrata del motore posteriore, da 676 a 850 cc per poi salire ancora, nel 1970, a 903 cc.
La carriera della 850 commerciale dura oltre vent’anni, terminando nel 1986 con l’uscita di produzione della sua ultima evoluzione denominata 900 T/E. Ma in questo lungo arco di tempo le modifiche non sono state sostanziali, al di là di una limitata evoluzione meccanica e di equipaggiamento, perché il simpatico veicolo ha sempre mantenuto la stessa architettura generale.
Se per i modelli precedenti la proposta si era limita a poche versioni, le nuove tecnologie di costruzione e lo sviluppo di questi veicoli, ha portato alla realizzazione di molte varianti: un pulmino a 10 vetri, quattro tipi di furgone (a due o una porta battente o scorrevole), tre furgoni a tetto rialzato e tre promiscui a 5 o 7 vetri. Fra le proposte dei carrozzieri esterni si può ricordare il diffusissimo pick up realizzato da Coriasco.

La grande famiglia del 900 T/E.

Inoltre, nel 1978, sulla scia del successo dei camper 238 Andal e 242 Kavir, viene presentata la 900 T Shango (replica della 900 T Amigo già presente sul mercato inglese): la base è quella del pulmino ma presenta il tetto in vetroresina elevabile a compasso incernierato sul lato sinistro (tecnologia già vista in Germania con i Westfalia di Volkswagen), che, in posizione aperta, è in grado di offrire un posto letto grazie a una branda istallata tra i due lati del tetto.
Nel 1980 viene presentato il 900 E, migliorato nelle finiture e negli allestimenti, ora disponibili in varianti Furgone, Combinato e Panorama. Viene ancora proposta la versione Camper, che ora si chiama Pandora. Il 900 E rimane in produzione fino al 1986, quando ormai è un mezzo superato, con spazio limitato, dimensioni lillipuziane e una meccanica anacronistica: è l’ultimo modello Fiat con architettura “tutto dietro”.

L'ultima versione camper del 900 T battezzata Pandora.

Se gli 850 e 900 T/E sono già stati presi di mira da collezionisti e appassionati (complici le dimensioni ridotte e la facile gestione), per il 238 deve ancora arrivare… la rinascita. Ha debuttato nel 1967 e, rispetto ai fratelli più piccoli, è un “tutto avanti”: il gruppo motore-cambio-trasmissione è tutto sotto la cabina anteriore, esattamente sotto il fondoschiena di autista e passeggeri. In particolare, si tratta degli elementi meccanici ereditati dalla Autobianchi Primula, a partire dal piccolo 4 cilindri di soli 1.221 cc (depotenziato da 59 a 44 CV SAE) montato in posizione trasversale. Sul 238, però, è inclinato di 18°.
La trazione anteriore fa scomparire l'albero motore che attraversa tutto il mezzo, permettendo un piano di carico piatto e molto basso (41 cm da terra) e una capienza di ben 6,5 metri cubi. Altra novità è rappresentata dalle sospensioni a ruote indipendenti: anteriori a bracci oscillanti inferiori con balestra trasversale su un telaietto apposito che sostiene anche il motore; posteriori a bracci longitudinali oscillanti e barre di torsione trasversali, riducendo al minimo gli ingombri ancora a vantaggio del piano di carico.
A livello estetico, l’elemento più riuscito è sicuramente il frontale con l’ampia mascherina di metallo e i proiettori del modello 124, esempio ante litteram di “family feeling” all’interno della gamma. Le fiancate lisce leggermente bombate le donano un aspetto imponente, facendolo sembrare più grande delle sue dimensioni tuttavia contenute: 4,6 metri di lunghezza e 1,8 di larghezza.
Il 238 segue l’evoluzione tecnica della Primula, con il motore che sale a 1.197 e dal 1975 a 1.438 cc. Il suo successo è notevole e nel 1977 viene introdotto il modello 238 E: il restyling è in linea con i canoni dell’epoca (più plastica per tutti), ma la linea essenziale e pulita della prima serie è completamente snaturata da una vistosa mascherina in plastica nera a sviluppo orizzontale e da paraurti dello stesso colore, così come le maniglie, i tergicristalli, le fasce paracolpi e la cornice del parabrezza. Più moderni sono invece gli interni, con tasche portatutto sulle portiere, plancia rivestita in materiale nero, alloggiamento radio sul padiglione, sedili di nuovo disegno.

Lo spaccato dello spazioso Fiat 238.

Durante la sua carriera, il 238 è declinato in una gran varietà di allestimenti: cabinato con cassone, furgone, furgone a tetto rialzato, furgone vetrato, camioncino, camioncino a doppia cabina, promiscuo a 9 posti, autobus a 11 posti, scuolabus a 16 o 21 posti, ambulanza. Non è mai mancata la possibilità di acquistare il telaio nudo per l’allestimento di veicoli ricreativo-abitativi, anche se sono passati alla storia versioni come il camper Andal, una delle proposte dirette di Fiat sulla base dei commerciali. La versione E Panorama viene definita “automobile” poiché ha 9 comodi posti su tre file, 8 luci laterali e allestimenti più curati.
La produzione del 238, da sempre assemblato nel vecchio stabilimento del Lingotto, termina nel 1982.

Il piano di carico del Fiat 238 è molto basso per facilitare il trasporto.

Nessun commento:

Posta un commento