di Luca Gastaldi
L’ora X è scattata alle 14.05 di venerdì 20 gennaio, quando la Giulia Ti Super (1964) del Museo Alfa Romeo di Arese ha preso il via della 24^ edizione della Winter Marathon. A bordo c’eravamo anche noi di Auto-Classica.it, per l’occasione al fianco dell’esperto top driver bresciano Fabio Salvinelli.
Uno che sulle spalle ha già 13 edizioni della mitica Mille Miglia. Prima della partenza, Salvinelli ha scrupolosamente impostato il suo cronometro inserendo tutti i tempi delle 40 prove di precisione che hanno ritmato gli oltre 400 km del percorso con partenza e arrivo a Madonna di Campiglio. La Giulia che ci è stata affidata dal Museo Alfa Romeo è l’ideale per questo genere di gara: il motore è brillante (4 cilindri, 1600 cc, 112 CV e 2 alberi a camme in testa) e si può contare sull’efficienza di 4 freni a disco. Questa particolare versione Ti Super è stata costruita tra il 1963 e il 1964 in soli 501 esemplari, rappresentando la punta di diamante della produzione Giulia dell’epoca.
Grazie all’esperienza del driver Salvinelli siamo riusciti a superare le difficoltà di una Winter Marathon che per oltre la metà del suo svolgimento ha visto neve e ghiaccio in quantità. La Giulia del Museo Alfa Romeo è stata perfetta: agile sui fondi innevati, divertentissima e sempre di traverso sui mille tornanti dei passi Palade, Lavazé, Pordoi, Campolongo, Gardena, Sella e Mendola (solo per citare i più rappresentativi tra gli 11 che abbiamo valicato). Una vettura che ha permesso a Salvinelli di affrontare con determinazione e poche penalità le 40 prove che hanno decretato la classifica finale.
La lotta contro i più bravi top driver italiani della specialità è stata proprio dura. A suon di centesimi di secondo per conquistare sia un posto ai piani alti della classifica, sia la partecipazione al Trofeo Tag Heuer Barozzi che si è disputata nel pomeriggio di sabato 21 gennaio sul laghetto ghiacciato di Madonna di Campiglio con le sfide dei primi 32 equipaggi classificati.
Il risultato finale parla chiaro: non solo abbiamo centrato l’obiettivo iniziale (quello di arrivare sul laghetto ghiacciato) ma siamo anche saliti sul podio grazie al terzo posto assoluto. La vittoria è andata ad Ezio e Francesca Salviato (Lancia Aprilia del 1939) con 360 penalità, secondi Alessandro Gamberini e Lucia Fanti (Alfa Romeo Giulietta del 1962) con 400 penalità.
Come da tradizione, la Winter Marathon si è quindi conclusa con i trofei MotorStorica e TAG Heuer Barozzi. Nel primo, riservato alle vetture anteguerra scoperte, si è imposto ancora una volta (dopo il successo del 2011) l'equipaggio Sandrolini-Venturi su Citroen 11 AL Roadster del 1937 davanti a Spagnoli-Parisi su Fiat 508 S Balilla Sport del 1932 e all'altra Citroen 7C Cabriolet di Bonfante-Morellato. Nel secondo, riservato ai primi 32 equipaggi classificati della Winter Marathon, si è imposta per il secondo anno consecutivo la Lancia Aprilia di Giuliano Canè (quest'anno navigato da Gianmarco Rossi) davanti alla Porsche 356 C di Barcella-Ghidotti e alla Innocenti Mini Cooper del duo Belometti-Passi.