Volvo PV 210 - Auto-Classica.it


LE STATION WAGON
CARICHE DI SUCCESSO
 
Da cinquant’anni la Volvo produce vetture familiari che sono diventate il cavallo di battaglia della Casa svedese – Il confronto tra la P210 Duett del ’65 e nuova V50 – La storia della nascita del Marchio
 
di Luca Gastaldi

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Sempre più spesso, andando a scavare nella storia, si scopre che alcune delle più fortunate novità sono nate quasi per caso. Un esempio del genere riguarda anche la Volvo, il Marchio svedese famoso in tutto il mondo per la produzione di vetture, camion e autobus. In questo articolo si parla di una vettura, anzi, di un genere di vettura, che ha aiutato la Volvo ad imporsi sul mercato internazionale, ad aumentare la propria produzione di automobili e a far crescere l’indice di gradimento – come si recita nel linguaggio delle attuali statistiche – della Casa. Si tratta delle “station wagon”, vetture che fino a qualche anno fa si chiamavano familiari, giardinette o giardiniere. La tradizione Volvo, in questo settore, risale al 1953, con la PV445 “Duett”, e prosegue tuttora con la nuova V50, nome quest’ultimo che sembra sottolineare i 50 anni di differenza. Ecco le protagoniste di questo “oggi come ieri”, motivato più che mai dalla lunga e vincente tradizione “station wagon” che nei decenni si è fortificata grazie ai prodotti di qualità offerti dalla Volvo.
Il riferimento al “caso” va attribuito alla nascita della Duett. Sin da quando la Volvo inizia la produzione di automobili, parallelamente fornisce i telai “nudi” a carrozzieri che allestiscono pick-up o furgoni. Lo stesso accade nel 1944, quando viene introdotta la nuova berlina PV444, una pietra miliare nella produzione Volvo, che tramonterà ben 14 anni dopo la sua presentazione. Anche in questa occasione iniziano subito le richieste dei telai, ma la “444” ha la carrozzeria portante e così alla Volvo si studia un nuovo telaio ad hoc per soddisfare le esigenze degli altri costruttori. Questo chassis si chiama PV445 e viene fornito con la stessa meccanica (motore quattro cilindri da 1.414 cm3 e 44 CV) e la stessa carrozzeria anteriore (dal frontale all’attacco del parabrezza) della vettura “444”. Su questo telaio c’è chi allestisce delle vetture cabriolet, chi dei coupé e chi dei camioncini pick-up. Nel 1952, nei magazzini della Volvo rimane in giacenza uno stock di 1.500 telai commerciali PV445. Si fa quindi di necessità virtù, anche in Svezia conoscono bene l’arte di arrangiarsi, e voilà, ecco la Duett. Un nome che esprime chiaramente la principale caratteristica della nuova auto, che viene definita “due in una”, anticipando uno degli slogan più in voga negli ultimi tempi, che potrebbe suonare così: l’auto ideale per il lavoro e per il tempo libero.
Il 4 giugno 1953 esce la prima Duett. Nel dicembre 2003, al Motorshow di Bologna, appare in Italia per la prima volta la nuova V50. Tra le due vetture, però, si sono inseriti negli anni tanti altri fortunati modelli “station wagon”. A cominciare dalla P210, diretta erede della “445” (pensionata nel 1960), dalla quale poco differisce adottando lo stesso telaio e con un lievissimo “make-up” di carrozzeria. Nei primi due anni di produzione (1960-1962) anche il motore è lo stesso quattro cilindri in linea da 1.583 cm3 e 60 CV delle ultime “445”. In seguito, e fino al 1969, il propulsore salirà a 1.778 cm3 con 75 CV. Una vettura con queste caratteristiche, nata nel dicembre del 1965, è fotografata nel servizio insieme all’ultima Volvo V50.
La produzione di vetture familiari della Casa svedese si allarga nello stesso periodo (dal 1962 al 1969) con la Amazon Combi, dalla linea più moderna rispetto alla “210” e decisamente più confortevole, poiché mantiene molte caratteristiche comuni alla versione berlina. Ha cinque porte, contro tre della Duett, ha i freni a disco sulle ruote anteriori e il portellone posteriore diviso orizzontalmente. La cilindrata e il frazionamento del motore non cambiano fino al 1965, quando le potenze variano da 85, 95, 100 e 115 CV. L’ultima versione della Amazon monta invece un propulsore da 1.986 cm3. La grande capacità di carico rimane la caratteristica fondamentale anche delle successive Volvo “station wagon”, a partire dalla 145, seguita dalle 245 (sulla quale verrà montato anche il motore 6 cilindri a V), 240 (dove debutta nel 1980 il potente motore turbo da 155 CV), 265, 260. Questi modelli riscuotono un grande successo sia in Europa sia in America, grazie a un “poker” vincente composto da eleganza, sportività, utilità e sicurezza.
Tornando alle due vetture “simbolo” proposte su queste pagine, nonostante gli anni che separano la Duett e la V50, sono rimaste molte le linee base di quello che era ed è il “concetto” Volvo. Si tratta di quanto “contenuto” all’interno delle due carrozzerie, tenendo sempre a mente la proporzione per la differenza di età: tanta sostanza senza eccessivi fronzoli, immediata sensazione di solidità, sicurezza, confort e, infine, la “voglia” di viaggiare che si concretizza dopo i primi chilometri che si percorrono al volante delle vetture. Il primo proprietario della “210” fotografata, un pittore svedese trasferitosi a Bassano del Grappa, non esitava infatti a raggiungere la Svezia con la sua vettura. Stilisticamente, poi, alcune di queste linee sono addirittura riemerse. Queste si notano nel frontale di entrambe le auto, dove si vedono i parafanghi sporgenti, i cofani rialzati, le calandre cromate rettangolari e il limitato sbalzo del muso rispetto all’asse anteriore. Sulle fiancate, infine, vi è su entrambe lo schema a tre finestrini.
La V50 del servizio è equipaggiata con un motore in alluminio, turbo-diesel common-rail, 4 cilindri in linea da due litri di cilindrata, montato in posizione trasversale. La potenza non manca, visto che a 4.000 giri al minuto sviluppa 100 kW (136 CV) e che già a 2.000 giri la coppia massima raggiunge i 320 Nm, dati che su strada si traducono in prontezza di risposta e capacità di divincolarsi in sicurezza dalle situazioni difficili. Il cambio manuale a sei marce, di serie, rende ancora più agile la V50 sui percorsi misti – dove si fa apprezzare per la guida piacevole e sportiveggiante – e la sesta marcia “da riposo” abbassa il numero di giri in autostrada limitando i consumi e preservando il motore. La V50 viene anche proposta con i motori a benzina 5 cilindri da 2.400 cm3 (con potenze di 103 kW – 140 CV – a 5.000 giri al minuto e 125 kW – 170 CV – a 6.000 giri) e la potente T5 da 2.500 cm3 con turbocompressore, 162 kW (220 CV) a 5.000 giri al minuto e la sicurezza delle quattro ruote motrici.
 
Caratteristiche tecniche
 
Volvo P210 Duett 1965
Motore
Anteriore longitudinale, 4 cilindri in linea, 1.778 cm3, potenza massima 75 CV a 4.500 giri/min, albero a cammes laterale, valvole in testa, alesaggio e corsa 84,14x80 mm, rapporto di compressione 8.5:1, alimentazione con un carburatore verticale Zenith 36
Trasmissione
Trazione posteriore, cambio manuale a 4 rapporti + retromarcia, frizione a secco con comando idraulico
Sterzo
Vite e pignone
Freni
A tamburo sulle quattro ruote, senza servofreno
Sospensioni
Anteriori: a bracci triangolari, trapezi trasversali, ammortizzatori telescopici e molle elicoidali; posteriori: ad assale rigido, ammortizzatori telescopici e molle elicoidali
Ruote e pneumatici
Cerchi in lamiera 5”x15”, pneumatici 6.40-15
Dimensioni e pesi
Lunghezza massima 4.400 mm, larghezza massima 1.600 mm, passo 2.600 mm, peso in ordine di marcia 1.150 kg
Prestazioni
Velocità massima 142 km/h

Volvo V50 2.0D 2004
Motore
Anteriore trasversale, Diesel Common Rail, iniezione diretta con turbocompressore, 4 cilindri in linea, 1.998 cm3, potenza massima 100 kW (136 CV) a 4.000 giri/min., due alberi a cammes, 4 valvole per cilindro, alesaggio e corsa 85x88 mm, coppia massima 320 Nm a 2000 giri/min., rapporto di compressione 18.5:1
Trasmissione
Trazione anteriore, cambio manuale a 6 rapporti + retromarcia, frizione monodisco a secco
Sterzo
Vite e pignone, con servosterzo
Freni
Dischi autoventilanti sulle quattro ruote
Sospensioni
Anteriori: indipendenti, barra antirollio; posteriori: indipendenti, multilink, barra antirollio
Ruote e pneumatici
Cerchi in lega 7”x17”, pneumatici 205/50 R 17
Dimensioni e pesi
Lunghezza massima 4.514 mm, larghezza massima 1.770 mm, altezza massima 1.452 mm, passo 2.640 mm, carreggiata anteriore 1.535 mm, posteriore 1.531 mm, peso in ordine di marcia 1.456 kg
Prestazioni
Velocità massima 210 km/h, accelerazione 0-100 km/h 9,6 secondi
 
Tutte le “station wagon” Volvo dal 1953 al 1987
PV445 Duett    tipo PH-GP-LP-07-07M                                                          1953-1960
P210 Duett       tipo A-B-C-D-E-F-M-P-                                                          1960-1969
P220 Amazon   tipo VA/HA-VB/HB-VD/HD-VE/HE-VF/HF-M-P-S               1962-1969
145                  tipo P-S-T-U-W-Y-A                                                              1967-1974
245                  tipo B-E-H-L-M                                                                      1974-1982
265                  tipo E-H-L-M                                                                          1975-1982
66                                                                                                                  1975-1978
240                                                                                                                1982-1987
260                                                                                                                1982-1985
760                                                                                                                1985-1987
740                                                                                                                1985-1987
 
Volvo: l’idea nata ottanta anni fa
Due uomini, due svedesi, con in mente lo stesso progetto: iniziare a costruire automobili nel proprio Paese. Erik Gustav Larson, nato l’8 luglio del 1887 a Vintrosa, e Assar Thorvald Nathanael Gabrielsson, nato il 13 agosto del 1891 a Korsberga, si incontrano nell’agosto del 1924 al ristorante e, davanti ad un piatto di gamberetti, decidono di dare vita al loro comune desiderio. In quegli anni Larson è ingegnere progettista alla AB Galco di Stoccolma mentre Gabrielsson è direttore vendite alla SKF di Goteborg. Da quel momento inizia per i due un intenso periodo di preparazione, che termina nel giugno del 1926 quando il primo esemplare, di una pre-serie di dieci vetture, esce dallo stabilimento della Galco e viene provato sul percorso Goteborg-Stoccolma.
Il 10 agosto dello stesso anno, la SKF (proprietaria del marchio Volvo registrato l’11 maggio 1915 e utilizzato per diversi prodotti) rende indipendente la nuova azienda di automobili. A questo scopo mette a disposizione della Volvo - il cui nome deriva dal verbo latino “volvere” (ruotare, muovere), coniugato alla prima persona singolare del modo indicativo, tempo presente - garanzie e crediti per la produzione di 1.000 automobili. Un anno dopo, il 14 aprile 1927, la prima vettura di serie esce dal piccolo stabilimento di Hinsingen (Goteborg). Come debutto non è dei migliori, perché quella prima auto funziona solo ... con la retromarcia. Ma è solo un errore di montaggio, l’inconveniente è subito sistemato e la produzione prosegue.
Questo primo modello si chiama OV4 (Oppen Vagn) – poi soprannominato Jakob – costruito su un telaio americano, equipaggiato con un motore quattro cilindri da 1.944 cm3 e 28 CV a 2.000 giri al minuto e con carrozzeria tipo berlina scoperta a 5 posti. La cura dei dettagli è minuziosa: ci sono rivestimenti in legno di faggio e frassino e gli interni in pelle. Nel primo anno di attività la Volvo, che conta 66 dipendenti, vende 297 vetture.