La strada ferrata è ancora lontana. Gli studi sono iniziati nel 1896 ma il primo treno fischierà solamente trent’anni più tardi, il 1° novembre del 1926. Il problema è di unire, con un valido mezzo di trasporto, due importanti centri dell’Umbria: Spoleto e Norcia. Le due cittadine, polmoni culturali ed economici della regione, distano 50 chilometri. Non sono molti ma le montagne, i fiumi e le strette gole da attraversare non rendono vita facile a chi si deve spostare da quelle parti. Dalla seconda metà dell’ottocento è attivo un servizio di diligenze per i viaggiatori e il recapito della posta organizzato dalla Società Nursina, ma è arrivato il momento di cambiare.
Le amministrazioni locali, come anticipato, stanno stilando il progetto della ferrovia ma sanno che ci vorrà del tempo. L’attenzione si sposta, così, verso l’automobile a vapore, già in uso in Lombardia per collegare le località di Rivanazzano e Varzi, nella provincia di Pavia.
L’iniziativa è del Municipio di Spoleto, che incarica l’ingegner Arcioni della Olivetti di Ivrea per stilare quello che oggi chiameremmo studio di fattibilità. Si va in Lombardia, si scopre che l’automobile utilizzata è il Pirobus della De Dion-Bouton, si va a Puteaux (nei pressi di Parigi) nello stabilimento del costruttore e le impressioni sono più che positive. Si torna a Spoleto, si fanno due conti (si fa per dire) e si può dare il via al progetto.
Per una corsa giornaliera di andata e ritorno sono necessarie tre mezzi - due in servizio ed uno di riserva – per un costo totale di 82.500 lire; si deve aggiungere il costo del personale (6.000 lire), degli impianti (10.000 lire) e della gestione generale (43.000 lire).
Non c’è più tempo da perdere, tramite il rappresentante italiano della De Dion-Bouton il 2 ottobre 1901 un primo Pirobus arriva a Spoleto per affrontare una corsa di prova. I 50 tortuosi chilometri sono coperti dal Pirobus – forte di 35 CV e 20,050 km/h - in tre ore e un quarto; rispetto alle carrozze a cavalli, con le loro sei ore di marcia, è un gran passo avanti.
Un anno dopo questa prima esperienza, arriva il momento del gran debutto per il servizio con auto a vapore: Spoleto e Norcia sono vestite a festa, è il 12 ottobre 1902. L’apertura del servizio al pubblico è fissata per il 20 dello stesso mese: una corsa all’andata (partenza da Spoleto alle 6 con arrivo a Norcia alle 10) ed una al ritorno, 10 centesimi per un posto in prima classe e 6 per uno di seconda.
Nonostante la buona risposta dell’utenza, dopo i primi mesi d’esercizio si calcola un deficit chilometrico di 400 lire (da aggiungere al costo complessivo iniziale di 106.470 lire): economicamente, l’auto a vapore non si rivela un grande affare. Anche con l’aiuto dello Stato i costi di gestione e manutenzione non sono più sostenibili ed i primi incidenti affievoliscono l’entusiasmo.
Il trasporto su Pirobus rimane attivo fino al 1909, quando subentrano le vetture a benzina. Ma tutti rimangono in attesa della sospirata strada ferrata.
Il percorso
Nel giugno del 1906, l’allora sindaco di Norcia Vincenzo Paris pubblicò la prima guida turistica di Norcia, “al solo ed unico intento di meglio far conoscere ed apprezzare il nostro paese”, come cita lo stesso autore nella prefazione. Il primo capitolo della guida riguarda proprio il tragitto per “coloro che da Spoleto vogliono recarsi a Norcia con l’automobile postale a vapore, che parte ogni mattina alle 5 in estate ed alle 6 nell’inverno”.
“Da Spoleto (elev: m. 383), per sinuose salite fiancheggianti i monti boschivi, che dividono la valle del Nera da piano dell’Umbria, l’automobile supera i nove chilometri e mezzo di strada provinciale, arrivando a Forca di Cerro in tre quarti d’ora circa (elev: m. 734).
Percorsi sei chilometri, si giunge a Cortaccione, ove l’automobile si arresta per due minuti. Seguendo il cammino, a più riprese si godono incantevoli panorami, che, quando l’atmosfera è limpida, si estendono fino alla lontana Perugia.
Dopo due minuti di fermata su questa elevata Forca di Cerro, per tortuose strade, si comincia a discendere nel versante opposto, in cui si osservano, senza mai stancarsi, nuovi e svariati panorami. Dopo quindici minuti di cammino si arriva alla stazione di Grotte, ove l’automobile s’arresta per il servizio postale e dei passeggeri (585).
Si arriva quindi a Piedipaterno, ove prendono posto sulla vettura a vapore i provenienti da Terni e dai paesi della Valnerina.
Da qui, per pianeggiante strada svolgentesi a destra ed in fondo alla valle del Nera, si giunge a Borgo di Cerreto in 27 minuti, sempre in mezzo ad altissimi monti coperti di verdeggianti boschi.
Nei dieci minuti di sosta, il viaggiatore trova di che ristorarsi nell’unica trattoria, vicinissima al luogo in cui l’automobile si ferma.
Proseguendo il viaggio, in pochi minuti si arriva a Triponzo, e a 150 metri prima di giungervi, si trova a sinistra un monte di vivo sasso, fatto tagliare a forza di scalpello dagli Edili Romani nel tempo in cui la Romana repubblica fioriva.
In questa stazione prendono posto sull’automobile i viaggiatori provenienti dall’alta valle del Nera, e segnatamente quelli del comune di Preci. Coloro che sono diretti a Preci, prendono posto sulla carrozza postale che qui si trova all’arrivo dell’automobile.
Proseguendo su strada si arriva in meno di un quarto d’ora al ponte di Nortosce, ove l’automobile s’arresta, se viaggiatori debbono scendere o salire. Andando innanzi, si giunge in 10 minuti a Biselli, in cui si ha una brevissima fermata.
Con altri 5 minuti di cammino, si arriva allo Stretto di Biselli, dopo pochi chilometri si arriva a Serravalle. In questa stazione affluiscono i viaggiatori dell’alta valle del Corno, e specialmente di Cascia e Poggiodomo. Coloro che sono diretti a Cascia, prendono posto sulla carrozza postale che qui si trova all’arrivo dell’automobile.
Di qui, con tre chilometri di strada in fondo alla stretta valle fiancheggiata da alti e verdi monti, si giunge alla Cartiera, ove l’automobile s’arresta due minuti.
Poco dopo, si entra improvvisamente nel vasto e luminoso altipiano di Norcia. Con poco più di un quarto d’ora, si arriva in Norcia, entrandovi per Porta Romana (elev: m. 608).
Caratteristiche del Pirobus De Dion-Bouton
Generatore di vapore multitubolare
Pressione a 18 atmosfere
Potenza massima: 35 CV
Velocità massima: 20,050 km/h
Consumi: 4 kg di carbone al km
Posti a sedere: 18
Prezzo: 27.500 lire