triangolo d'oro - ischia - Auto-Classica.it


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Vedi Napoli e poi muori. Non c’è problema, perché poi vedi l’isola di Ischia e resusciti. Che terra affascinante. Viene definita l’isola della natura e la capitale del benessere. Dall’alto dei 787 metri del Monte Epomeo (la punta più alta di Ischia) si può ammirare un paesaggio dove il colore verde ha una dominante assoluta. Merito di pinete, parchi e di una vegetazione assolutamente rigogliosa, dove trovano posto anche vigneti e uliveti. Ma Ischia non è solo natura, perché da millenni offre uno straordinario patrimonio idro-termale, capace di contare 29 bacini termali, 67 fumarole e 103 sorgenti. È conosciuta ormai in tutto il mondo, figurarsi se anche i napoletani stessi – veri padroni di casa – possono ignorare dei luoghi simili. Non lo fa chi raggiunge l’isola per un po’ di meritato riposo e non lo fa nemmeno il Classic Car Club di Napoli, che da 12 anni organizza la sua manifestazione fiore all’occhiello: il Triangolo d’Oro.
Quest’anno si è svolta dal 22 al 27 luglio ed ha richiamato oltre 40 vetture storiche con altrettanti entusiasti equipaggi. A differenza della scorsa edizione, quando il Triangolo d’Oro ha ottenuto la validità per il Trofeo Zanon dell’ASI, quest’anno l’evento del Classic Car Club è stato iscritto – viene da aggiungere “d’ufficio”, considerate le sue caratteristiche – nel neonato Trofeo Marco Polo, che ha creato un vero e proprio circuito turistico e culturale di alto livello.

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Giuseppe Cannella, presidente del club partenopeo affiancato da Raffaele Cocozza e da tanti altri infaticabili soci, ha orchestrato una sana e rilassata traversata. Sei giorni comunque intensi di appuntamenti e attività. Senza dimenticare le terme e un po’ di tintarella.
La prima giornata è iniziata con una esposizione delle vetture nel centro storico di Forio, prima lungo la pedonale via Mazzella sovrastata dall’imponente Torrione, e poi sul promontorio dove sorge la romantica Chiesa del Soccorso. Nello stesso paese è trascorsa la seconda giornata, questa volta all’insegna del benessere con i bagni ai Giardini Termali Poseidon. Parcheggiate le auto, gli equipaggi del Triangolo d’Oro hanno goduto di un giro dell’isola in motonave, con sosta e visita di Sant’Angelo, “fronte” marino di Serrara Fontana che si estende lungo l’arco della costa dei Maronti e Cava Grado. Al ritorno, il dopocena ha offerto uno spettacolo di tarantella al ritmo delle più tipiche canzoni napoletane.
Tradizioni popolari, storia dei luoghi e ancora una vera sorpresa. Ancora a Forio, per un’immersione nel verde che più verde non si può dei Giardini La Mortella. Sono un attrazione dalla storia romantica e importante. Dietro il loro nome (che dal dialetto significa “il posto dei mirti”) c’è quello del musicista compositore inglese William Walton e quello della sua amata moglie argentina Susana. I giardini sono nati nel 1956 dal disegno di Russel Page, uno dei più grandi e famosi architetti paesaggisti del secolo scorso. Ma la loro storia nasconde qualcosa di più. Ancora scapolo ma ormai vicino ai 50 anni, Walton si ritrova in Argentina per lavoro.

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Qui incontra Susana, affascinante ragazza venticinquenne della quale si innamora subito perdutanente. Dopo un appassionato corteggiamento, la giovane ricambia i sentimenti del musicista inglese e i due decidono di sposarsi. Lei lo segue in Europa, ma presto in Inghilterra Walton perde l’ispirazione per terminare la sua celebre opera intitolata “Facade”. Scoperta l’isola di Ischia, decide quindi di trasferirsi insieme alla moglie. Se per Walton diventa un luogo ideale per la sua composizione, per Susana il tempo qui scorre molto lento. Data la sua passione per il giardinaggio, la coppia decide di acquistare un grande appezzamento di terreno dove costruire una casa e dove cominciare ad impiantare un rigoglioso giardino. Le condizioni climatiche sono favorevoli, la passione di Susana cresce di giorno in giorno e il giardino si arricchisce di piante e fiori provenienti da tutto il mondo. Oggi La Mortella fa parte del “William Walton Trust” ed ospita un museo dedicato al compositore, dove studiano e si esibiscono giovani musicisti di tutto il mondo.
Poi un po’ di “glamour” nel sabato sera ischitano, con l’esposizione notturna delle auto nel centro di Lacco Ameno, mentre gli equipaggi hanno vissuto una serata da “dolce vita” nelle sale del Grand Hotel Regina Isabella.
Qualche prova di abilità con i cronometri hanno scaldato gli animi prima del gran finale della manifestazione. Domenica 26 luglio, in occasione dei festeggiamenti di Sant’Anna, il Classic Car Club di Napoli ha riservato un posto d’onore per i suoi ospiti che, dalla Torre di Michelangelo, hanno potuto assistere al tradizionale spettacolo dell’incendio del Castello di Ischia seguito dai fuochi d’artificio che hanno illuminato il piccolo golfo stracolmo di barche e luminarie.