techno classica essen - Auto-Classica.it


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Per tutti i “globetrotter” italiani del motorismo storico - quelli che non hanno paura di macinare chilometri per visitare un salone o per partecipare ad una manifestazione lontana da casa - la stagione della passione inizia presto. Parlando di fiere e mostre, dopo i gustosi “appetizers”, gli stuzzichini, rappresentati da Automotoretrò, Retromobile e Forlì, arriva la grande abbuffata di Essen, in Germania. A livello europeo, la rassegna Techno Classica (quest’anno giunta alla 21^ edizione) è senza dubbio il “non plus ultra”. Non c’è niente di più professionale, ricco e vasto che possa appagare “anima e core” degli entusiasti targati Europa. Certo, così come la nostrana Automotoretrò o la parigina Retromobile, anche ad Essen spicca un certo campanilismo.

Ma a fronte di interi padiglioni allestiti dai costruttori tedeschi (in prima linea Mercedes, Volkswagen, BMW, Mini e Porsche), anche le presenze straniere non sono da sottovalutare. Si crea, così, un bell’effetto da salone globale.

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Giusto per rendere meglio l’idea, si può partire dai numeri (esorbitanti). Gli espositori sono più di 1000, provenienti da 28 paesi e “spalmati” sui 110.000 metri quadrati dei 12 padiglioni della fiera di Essen. I visitatori sfiorano quota 200.000 e non è raro udire persone che parlano in lingua scandinava, spagnola, francese, inglese e, naturalmente, italiana. Le auto in vendita (da privati e commercianti) sono oltre 2500. A queste si aggiungono più di 300 ricambisti.
Gli stand faraonici dei costruttori hanno festeggiato svariati anniversari: dai 75 anni delle “frecce d’argento” Mercedes ai 100 delle vetture di August Horch, dagli 80 di auto BMW ai 50 della Mini. Anche Volkswagen ha fatto cifra tonda con 60 anni di Maggiolino Convertibile e 30 di Golf Cabrio. Il Bugatti Club di Germania ha onorato il secolo delle vetture costruite a Molsheim con pezzi quali le tipo 15, 35, 37, 38, 40, 44, 49, 57.

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Tutto questo per lustrarsi gli occhi con esposizioni degne di un moderno salone dell’automobile. Poi c’è la parte di Techno Classica che interagisce con il lato più cerebrale che c’è in ogni appassionato. Si riferisce agli espositori di “servizio”, ricambisti e restauratori sopra tutti. In quest’ultimo settore, dal 2003 Techno Classica è poi particolarmente impegnata con quella che definisce “Accademia”. Vi hanno partecipato la Fahrzeugakademie Schweinfurt, l’associazione dell’industria automobilistica del Land Renania Settentrione-Vestfalia, l’istituto parauniversitario per tecnica e commercio di Berlino ed il Leeds College of Technology britannico.
L’Accademia ha svolto un programma interessante di relazioni e dimostrazioni sulle diverse tecniche di

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restauro, grazie all’esposizione di una Mercedes Benz 300 S Cabriolet del ’52 completamente restaurata ed una carrozzeria BMW-Isetta del 1959 ricostruita da un lato. Il pezzo forte è stato il restauro dal vivo di un tipico “reperto di fienile”: un trattore Fendt Diesel-ross F 15 degli anni Cinquanta. Era anche presente l’iniziativa dei restauratori dell’associazione senza scopo di lucro per la formazione professionale di Amburgo, che motiva i giovani all’artigianato e s’impegna per un nuovo profilo professionale definito “Restauratore per veicoli storici”.
Al cuor non si comanda, e allora avanti con i modellini e con gli stand ufficiali di Schuco, Bubmobil, Wendelstein, Brekina (che ha rilanciato il marchio Bing), Revell, Minichamps, CMC.
Per conlcudere, un grande plauso allo spirito con il quale erano presenti i numerosissimi club: stand allegri all’insegna della fantasia e della creatività. Perché il motorismo storico è una cosa seria, ma fino a un certo punto.