Tra i riconoscimenti più prestigiosi in campo automobilistico merita sicuramente uno spazio quello dell’“Auto dell’anno”, giunto alla quarantesima edizione. Dal punto di vista storico, può essere utile conoscere le vetture che si sono fregiate di questo titolo. Non sempre si tratta delle auto più belle, non tutte – oggi – hanno un valore storico o economico importante, ma per qualcuno sono state le “migliori”. E non è una magra consolazione.
Il premio internazionale “Auto dell’anno” nasce nel 1963 da un’idea del tedesco Fred van der Vlugt, giornalista della rivista Auto Visie, che riunisce 26 collaudatori provenienti da nove differenti Paesi europei. L’“Auto dell’anno” è un’istituzione non-profit, senza legami economici con l’industria dell’automobile.
I membri della giuria non ricevono alcun compenso e le spese sono sostenute dalle sette testate giornalistiche che promuovono l’iniziativa. Lo spirito è quello di trovare – grazie a una giuria eterogenea – una sola vettura vincitrice, senza prevedere una scala di merito e senza la divisione in più classi o categorie.
L’obiettivo di oggi è lo stesso di quarant’anni fa, le uniche differenze riguardano la giuria, che è composta solo da giornalisti, 58 membri in rappresentanza di 22 Stati.
Ogni nazione viene rappresentata in base alle dimensioni del mercato dell’auto sul territorio e all’importanza della propria industria automobilistica. Francia, Germania, Inghilterra, Italia e Spagna, ad esempio, hanno sei membri ciascuno. Questi giornalisti vengono eletti in merito alle loro personali competenze e non in base all’importanza della pubblicazione per la quale lavorano. Ogni anno, inoltre, viene loro richiesta la conferma che la maggior parte del lavoro svolto riguarda la prova su strada delle vetture.
Le auto che possono rientrare nelle votazioni devono essere sul mercato nei 12 mesi precedenti la data dell’assegnazione del premio ed essere disponibili, oltre che nel Paese d’origine, in almeno cinque stati europei. Queste, inoltre, devono essere dei nuovi modelli, non dei semplici “restiling” e nemmeno versioni tecnicamente aggiornate e, al momento della votazione, la previsione di vendita non dev’essere inferiore alle 5.000 unità annue. La selezione viene effettuata seguendo diversi criteri: design, comfort, economia, guidabilità, prestazioni, funzionalità, soddisfazione del guidatore, dispositivi ecologici, prezzo, innovazione tecnica.
La giuria, in seguito ad una semplice votazione, stila una lista di sette vetture. Ogni membro della giuria ha a disposizione 25 punti da dividere fra cinque auto, con la possibilità di utilizzare al massimo 10 punti per un singolo modello. Ogni voto dev’essere accompagnato da un testo che espone le motivazioni del punteggio assegnato.
Le Marche che hanno vinto di più
Fiat
(1967, ‘70, ‘72, ‘84, ‘89, ‘95, ‘96, 2004)
Renault
(1966, 1982, 1991, 1997, 2003)
Ford
(1981, 1986, 1994, 1999)
Citroën
(1971, 1975, 1990)
Peugeot
(1969, 1988, 2002)
Alfa Romeo
(1998, 2001)
Audi
(1973, 1983)
Opel
(1985, 1987)
Rover
(1964, 1977)
Simca
(1976, 1979)
Austin
(1965)
Lancia
(1980)
Mercedes
(1974)
Nissan
(1993)
Nsu
(1968)
Porsche
(1978)
Toyota
(2000)
Volkswagen
(1992)
Tutte le “Auto dell’anno” dal 1964
1964 – Rover 2000
1965 – Austin 1800
1966 – Renault 16
1967 – Fiat 124
1968 – Nsu Ro 80
1969 – Peugeot 504
1970 – Fiat 128
1971 – Citroën GS
1972 – Fiat 127
1973 – Audi 80
1974 – Mercedes 450 S
1975 – Citroën CX
1976 – Simca 1307-1308
1977 – Rover 3500
1978 – Porsche 928
1979 – Simca-Chrysler Horizon
1980 – Lancia Delta
1981 – Ford Escort
1982 – Renault 9
1983 – Audi 100
1984 – Fiat Uno
1985 – Opel Kadett
1986 – Ford Scorpio
1987 – Opel Omega
1988 – Peugeot 405
1989 – Fiat Tipo
1990 – Citroën XM
1991 – Renault Clio
1992 – Volkswagen Golf
1993 – Nissan Micra
1994 – Ford Mondeo
1995 – Fiat Punto
1996 – Fiat Bravo/Brava
1997 – Renault Scenic
1998 – Alfa Romeo 156
1999 – Ford Focus
2000 – Toyota Yaris
2001 – Alfa Romeo 147
2002 – Peugeot 307
2003 – Renault Megane
2004 – Fiat Panda