Museo MauTo - Auto-Classica.it

COMPIE GIA' UN ANNO IL NUOVO MUSEO DELL'AUTO

COMPIE GIA' UN ANNO IL NUOVO MUSEO DELL'AUTO
Il MauTO - Museo Nazionale dell'Automobile festeggia il primo anno dalla riapertura avvenuta nel 2011 con 3 eventi divulgativi aperti alle famiglie, alla gastronomia e al linguaggio del teatro:

LUNEDI' 19 MARZO dalle ore 10.00 alle 14.00 ingresso gratuito per tutti i visitatori

DOMENICA 25 MARZO alle ore 16.00 “Al Mauto con mamma e papà” visita guidata con merenda a cura di Theatrum Sabudiae, su prenotazione. “Lo sapevate che già Leonardo aveva progettato un'automobile? Partendo dal suo modellino un viaggio a bordo di carrozze, automobili di inizio secolo, macchine da corsa, jeep, Ferrari e tanti altri tipi per arrivare agli esemplari più moderni e sofisticati che non necessitano neanche di benzina.”

VENERDI’ 30 MARZO alle ore 19.00 visita teatrale con apericena, su prenotazione. La visita teatrale a cura della compagnia CAST, si svolgerà lungo il percorso con postazioni fisse dove attori, musicisti e danzatori faranno rivivere le auto esposte, raccontando storie ed aneddoti che le riguardano. Gli artisti interpretano e traducono i contenuti essenziali dell’allestimento museale e degli oggetti esposti, in un intreccio continuo che conduce il visitatore a seguire parallelamente un percorso narrativo della storia del museo, delle collezioni o delle singole opere in esso contenute.
  
Per info e prenotazioni fino ad esaurimento dei posti disponibili: www.museoauto.it

"L’AUTO ITALIANA NEI PRIMI QUARANT’ANNI DEL NOVECENTO" CICLO D'INCONTRI AL MAUTO E POLITECNICO DI TORINO: 10 gennaio - 2 maggio 2012

"L’AUTO ITALIANA NEI PRIMI QUARANT’ANNI DEL NOVECE...
Politecnico di Torino, Museo dell’Automobile di Torino, ATA (Associazione Tecnica dell’Automobile), ASI (Automotoclub Storico Italiano) organizzano un interessante ciclo d'incontri dal titolo "L’auto italiana nei primi quarant’anni del novecento: dalle costruzioni artigianali alla grande produzione" presso la Cittadella Politecnica della Mobilità e la sede recentemente rinnovata del MauTo. Ingresso libero alle conferenze.

Il programma:

D. Biffignandi: Sviluppo della motorizzazione in Italia: la nascita dell’utilitaria. I casi FOD – Armino Mezzo – Fiat Balilla.
Museo dell’Automobile, martedì 10 gennaio 2012, ore 17,30

L. Morello: Sviluppi tecnologici del settore automobilistico presso i principali costruttori nel mondo.
Cittadella Politecnica della Mobilità, mercoledì 18 gennaio 2012, ore 17,30

L. Morello: Le automobili FIAT.
Cittadella Politecnica della Mobilità, mercoledì 25 gennaio 2012, ore 17,30

D. Biffignandi: L’automobile in Italia negli anni venti. I casi Itala e Diatto.
Museo dell’Automobile, martedì 7 febbraio 2012, ore 17,30

L. Morello: Le automobili Lancia.
Cittadella Politecnica della Mobilità, mercoledì 29 febbraio 2012, ore 17,30

A. Maserati: L’opera dei Fratelli Maserati dalla fine dell’ottocento agli anni quaranta del novecento.
Cittadella Politecnica della Mobilità,
mercoledì 14 marzo 2012, ore 17,30

L. Morello: Le automobili ALFA ed Alfa Romeo.
Cittadella Politecnica della Mobilità, mercoledì 28 marzo 2012, ore 17,30

L. Morello: Le automobili Bianchi ed Itala.
Cittadella Politecnica della Mobilità, mercoledì 18 aprile 2012, ore 17,30

A. Maserati: I veicoli elettrici: le origini e gli sviluppi. Gli elettrocarri Maserati durante la seconda guerra mondiale.
Cittadella Politecnica della Mobilità, mercoledì 2 maggio 2012, ore 17,30

Cittadella Politecnica della Mobilità, Torino, Corso Settembrini 178
Museo dell’Automobile, Torino, Corso Unità d’Italia 40


F.L.

RIAPRE AL PUBBLICO IL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DEL MUSEO AUTOMOBILE DI TORINO

RIAPRE AL PUBBLICO IL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DEL...
Da giovedì 1° dicembre riapre al pubblico il Centro di Documentazione del Museo dell'automobile di Torino. Completamente riorganizzato anche dal punto di vista informatico, accoglierà i visitatori nel nuovo spazio al piano terra del Museo.

Il nuovo software di catalogazione, interrogabile per esplorare quanto conservato in archivio, è raggiungibile all’indirizzo
http://95.240.242.254/archidhoc . Digitare “Struttura logica”, effettuare il login con il nome utente UTENTE, e la password UTENTE, e a questo punto compare la funzione “consultazione / visualizzazione”. Basta cliccare su questa funzione per interrogare i “Fondi storici”, elencati a sinistra dello schermo. Per eventuali dubbi consultare il testo (all’interno del software) “Istruzioni per l’uso del software”.

Per interrogare invece il catalogo in linea a cui ha aderito la Biblioteca e l’Emeroteca consigliamo di utilizzare l’indirizzo Opac (Online Public Access Catalogue) www.librinlinea.it.

IL MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE TORNA IN SCENA "OLTRE L'OGGETTO"

IL MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE TORNA IN SCENA ...
Il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino riapre dopo quattro anni di lavori di ristrutturazione ed ampliamento. Inaugurazione il 19 marzo 2011 alla presenza del Presidente della Repubblica Napolitano. 33 milioni di euro investiti per i lavori di ristrutturazione e allestimento, 19.000 mq di spazio espositivo suddivisi in 30 sezioni, un centro di documentazione e un centro didattico.

Non una semplice ristrutturazione architettonica ma un intervento che mira a posizionare in modo dinamico la nuova realtà museale all’interno del panorama culturale internazionale. L’investimento complessivo ammonta a 33 milioni di euro, di cui 22 milioni destinati alla ristrutturazione dell’edificio e 11 milioni agli allestimenti interni. Il suo aspetto, contemporaneo e avveniristico, è stato progettato e ideato dall’architetto Cino Zucchi e l’innovativo spazio espositivo è firmato dallo scenografo François Confino, che a Torino ha già allestito il Museo del Cinema: 30 sezioni in cui sono articolati i 19.000 mq di spazio espositivo, una suddivisione in sale che permette di definire con esattezza tematiche e periodi storici precisi, fornendo al visitatore un chiaro percorso narrativo, espresso con titoli e ambientazioni suggestive, dagli albori ai giorni nostri.
Il Museo, che vanta una delle collezioni più rare ed interessanti nel suo genere con quasi 200 automobili originali di 80 diverse marche comprendenti un periodo che va dal 1769 al 1996, racconta la storia dell’automobile ma anche quella di una cultura e di una società attraverso un percorso unico al mondo per linguaggio e per patrimonio. All’esposizione museale si aggiungono uno spazio eventi, un centro congressi, un centro di documentazione oltre al centro didattico, al bookshop e alla caffetteria e ristorante.
Al vertice del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino il Presidente, Giuseppe Alberto Zunino, il Vice Presidente, Fiorenzo Alfieri e il Direttore Rodolfo Gaffino Rossi.

200 AUTOMOBILI DAL MONDO
La collezione del Museo dell’Automobile di Torino è costituita da circa 200 vetture di 85 marche provenienti da 8 paesi del mondo: Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Olanda, Spagna, Polonia e Stati Uniti. Si tratta di un vero museo nazionale ed internazionale che vanta una tra le collezioni più rare e prestigiose in questo settore. Tra i pezzi più preziosi si possono annoverare la “vettura a vapore” progettata da Virginio Bordino nel 1854; il primo modello Benz del 1893 con il cambio di velocità a cinghie; il primo modello Peugeot a circolare in Italia del 1892; la Bernardi 3,5 CV del 1896, prima auto a tre ruote costruita in Italia; la Fiat 4 HP del 1899, il modello d’esordio della casa torinese; la Fiat 12/16 HP, prima auto della casa torinese ad essere esportata; la Florentia del 1903, unico esemplare tuttora esistente di questa marca; l’Oldsmobile Curved Dash del 1904, primo veicolo con caratteristiche utilitarie; l’Itala del 1909 appartenuta alla Regina Margherita e da lei battezzata “Palombella”; la Renault Fiacre 1910, il taxi che portò i soldati francesi al fronte sulla Marna salvando Parigi dall’invasione tedesca; l’Isotta Fraschini 8A, vettura di gran lusso acquistata da Rodolfo Valentino e utilizzata nel 1950 per le riprese del film «Il viale del tramonto»; la Cisitalia 202 del 1948, la “scultura semovente” che segnò un'epoca, tantoché un esemplare è esposto al Museum of Modern Art di New York come «una delle sei più belle vetture del mondo»; la Ferrari 500 F2 con cui Alberto Ascari vinse il titolo mondiale nel 1952; la Trabant 601 del 1987, auto simbolo della Berlino Est.

OLTRE IL MUSEO
L’importanza di questa immensa collezione non è racchiusa solo nel valore di questi pezzi d’epoca ma va oltre l’oggetto in quanto tale per sconfinare nella storia delle società, delle nazioni e delle culture che hanno attraversato questi due importantissimi secoli. Le automobili esposte nelle 30 nuove sezioni studiate dallo scenografo François Confino sono infatti perfettamente calate all’interno del contesto sociale in cui hanno avuto origine, a significare quanto gli oggetti della nostra vita quotidiana, e l’auto in particolare, siano veri e propri specchi dei nostri gusti, abitudini ed idee. Le automobili si pongono davanti allo spettatore come emblemi di un mondo che non ha mai smesso di cambiare ed evolversi e le cui trasformazioni si traducono in mutamenti e sperimentazioni in tutti i settori, dall’industria alla scienza, dall’arte alla letteratura. Rappresentano anche una memoria storica di ciò che eravamo e di ciò che stiamo diventando: dalla Fiat 500 del 1957 alla Volkswagen Tipo 1 del 1952, ossia il celeberrimo Maggiolino, fino all’Autobianchi Bianchina del 1959.
In sintonia con molti esempi europei contemporanei e con una vocazione internazionale, il nuovo Museo Nazionale dell’Automobile di Torino vuole riposizionarsi a pieno titolo come punto di riferimento nella vita cittadina e culturale di Torino e del territorio, che in questi ultimi anni hanno dimostrato particolare vivacità e coraggio intellettuale, oltreché imporre la moderna immagine del museo quale luogo da vivere e non solo da visitare. Le funzioni propriamente espositive del museo saranno integrate da una serie di attività complementari quali uno spazio eventi, un centro congressi, un centro di documentazione, un centro didattico, il bookshop e la caffetteria e il ristorante. A ciò si aggiunge un rinnovato bisogno di intensificare la missione didattica e di servizio documentario, che il museo riconosce come cruciale, e dare un nuovo senso alla collezione, moltiplicandone i significati e inserendola all’interno della storia del Novecento, non solo italiano ma anche europeo.
F.L.