Ci sono frasi celebri che riportano alla memoria personaggi altrettanto noti. Gottlieb Daimler, Karl Benz, Emil Jellinek e Wilhelm Maybach sono i quattro uomini ai quali dobbiamo la nascita delle automobili Mercedes. Non è cosa da poco. “Verrà un giorno in cui questa stella brillerà sulla nostra azienda”, disse il “veggente” Gottlieb Daimler, oppure “Inventare cose è più gratificante che aver inventato qualcosa”, sentenziò Karl Benz, o ancora, “Un’auto deve avere un nome di donna per essere attraente”, fu il pensiero di Emil Jellinek e, per finire, “E’ la perfezione dell’ingegneria a guidarmi”, furono le parole di Wilhelm Maybach.
Gli eventi hanno dato pienamente ragione ai quattro pionieri. Per chi non conoscesse la storia Mercedes, facciamo una breve esplorazione nel passato per scoprire chi sono e cosa hanno fatto questi personaggi. Daimler e Benz, il primo nato nel 1834, il secondo nel 1844, percorrono parallelamente quasi la stessa “carriera”, fino ad arrivare – Daimler nel 1885, Benz un anno dopo – al loro primo brevetto in campo motoristico. Daimler ottiene il certificato per il suo secondo motore (monocilindrico di 264 cm3), soprannominato “orologio del nonno”, montato sulla Daimler Riding Car, la prima motocicletta del mondo. Benz presenta una “vettura (a tre ruote, n.d.r.) con motore a gas”. I due non si sono ancora incontrati e ognuno fonda la propria azienda: nascono, infatti, la Daimler-Motoren-Gesellschaft (1890) e la Benz & Cie. (1883) che presto produrranno automobili.
A questo punto entrano in scena Jellinek e Maybach. Il primo acquista, nel 1897, una vettura Daimler (con motore bicilindrico da 6 CV e 24 km/h). Le prestazioni non lo soddisfano e ordina alla DMG due vetture che possano viaggiare a 40 km/h. Detto fatto, un anno più tardi escono dalla fabbrica di Cannstatt le “Phoenix”, le prime vetture stradali al mondo con motore a quattro cilindri e 8 CV di potenza. Jellinek è entusiasta ma non è solo un appassionato, è un uomo d’affari con conoscenze negli ambienti della finanza e della aristocrazia. Vuole promuovere e vendere le vetture di Daimler. E le vuole sempre più potenti e veloci. Tra il 1899 e l’inizio del 1900 ordina 39 vetture. Nel frattempo Jellinek comincia a scorrazzare nei primi raduni per automobili, utilizzando il nome “Mercedes”, prima come pseudonimo poi per identificare la sua squadra. Mercedes è il nome di sua figlia, nata proprio nel 1899. Dopo queste esperienze, siamo nell’aprile del 1900, Jellinek trova un accordo con la DMG per la vendita di auto e motori e con l’intenzione di sviluppare un nuovo propulsore, il Daimler-Mercedes. Ecco quindi Maybach, ingegnere capo alla DMG, che nel dicembre 1900 delibera una nuova vettura da corsa con motore da 35 CV e innovazioni come il radiatore a nido d’ape. È la prima Mercedes. Il nuovo nome è registrato il 26 settembre 1902. Non contento, Emil Jellinek ottiene anche il permesso di modificare il suo nome in Jellinek-Mercedes, così commentando: “Forse è la prima volta che un padre prende il nome della figlia”.
Le parole scorrono veloci e lo spazio bianco delle pagine si riduce sempre più. Andiamo, quindi, a ritrovare Karl Benz, protagonista dell’“affare Mercedes” a partire dal 1924. E’ terminata la prima Guerra Mondiale, è un momento difficile per il commercio, soprattutto per i beni di lusso come le automobili. DMG e Benz & Cie. decidono di collaborare (nello sviluppo, nella vendita e nella pubblicità) fino a quando, nel 1926, avviene la fusione anche dei nomi: nasce Daimler-Benz AG. La stella a tre punte, logo nato nel 1909 ad indicare l’ambizione di Daimler di costruire motori per la terra, per l’acqua e per l’aria, divide ora i nomi Mercedes e Benz.
Che storia. Difficile da dimenticare. Il grande Gruppo DaimlerChrysler (che comprende i marchi Maybach, Mercedes-Benz, Smart, Dodge, Chrysler, Jeep, senza contare i veicoli commerciali) non ha affatto dimenticato, anzi. I ricordi sono più vivi che mai grazie al Museo Mercedes-Benz, la casa ed il memoriale di Gottlieb Daimler, la casa di Karl Benz e il Classic Center Mercedes-Benz, strutture aperte al pubblico per far comprendere quanto siano importanti (anche in ottica commerciale) oltre cento anni di storia.
Sui tre piani del museo, allestito al centro della fabbrica di Unterturkheim (Stoccarda), si può ripercorrere dal vivo la strada che ha portato così in alto il marchio Mercedes-Benz, grazie alle sue vetture e ai suoi uomini. Si comincia già dall’ingresso, dove campeggiano la Benz Patent-Motorwagen e la Daimler Motorkutsche, capostipiti assolute della famiglia con la stella a tre punte.
L’esposizione segue il filo temporale della produzione e si possono ammirare oltre ottanta “pietre miliari” Mercedes-Benz: la Benz Velo, la Mercedes-Simplex, la Benz Parsifal, la Mercedes 10/40/65 CV, la prima con compressore. Sulla rampa che porta al primo piano sostano le auto da corsa degli Anni Venti e Tranta, che ci accompagnano verso le ammiraglie, le “Kaiserwagen” (vetture imperiali), l’apoteosi del concetto Mercedes che comprende caratteristiche come potenza, lusso e comfort. Poi la 260 D, la prima vettura diesel di serie al mondo, la 170 V, modello Mercedes-Benz più venduto nell’anteguerra. Al secondo piano troviamo le vetture dagli Anni Cinquanta agli Anni Settanta con le loro seducenti carrozzerie e gli esemplari da record. Il piatto è ricco. Tanto ricco da fare gola a 600.000 visitatori l’anno...
Il vero tesoro, come in una banca, è nei “caveau” dell’archivio, fondato nel 1936. Una preziosissima raccolta di dati, l’enciclopedia Mercedes-Benz: quasi 2.300.000 fotografie, 7.900 libri e tutto – ma proprio tutto – sulle auto prodotte a Stoccarda e basterebbe un numero (di telaio) per sapere “vita, morte e miracoli” di ogni vettura prodotta.
Come direbbe Gottlieb Daimler “Il meglio o niente”.
Informazioni utili
Il Museo Mercedes-Benz è aperto dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 17; rimane chiuso il lunedì e i giorni festivi. L’ingresso è libero e, per le visite di gruppi, si può contare sull’assistenza personale chiamando il numero 0049.0711.1722578, inviando un fax allo 0049.0711.1751173 o un’e-mail all’indirizzo mb.museum@daimlerchrysler.com. L’inidrizzo del museo è Mercedesstrasse 137, 70322 Stoccarda.
Per raggiungerlo, se si usa l’auto, basta seguire le indicazioni per lo stadio “Gottlieb-Daimler-Stadion”; passato quest’ultimo, a circa 400 metri, si arriva allo stabilimento DaimlerChrysler. Un bus-navetta vi porterà al museo. Se si desidera utilizzare la metropolitana, prendere la linea S1 della S-Bahn fino alla fermata “Gottlieb-Daimler-Stadion”. Da qui seguire le indicazioni per l’Ingresso 1 fino alla fermata del bus-navetta.