Ecco un altro capitolo di storia motoristica italiana. Tra le tante marche nostrane scomparse, ma che hanno lasciato una traccia indelebile della loro esistenza, c’è anche la lombarda Iso. Questo è il nome abbreviato di Isothermos, Iso Automotoveicoli, Iso Rivolta e, dulcis in fundo, Iso Motors Company: tutte le denominazioni dell’azienda creata dal commendatore Renzo Rivolta (nato a Desio nel 1908) quando, nel 1939, iniziò a costruire i capannoni a forma di hangar in via Veneto 66 a Bresso, alle porte di Milano. La fortuna non fu subito dalla sua parte perchè, appena in procinto di iniziare l’attività, lo scoppio del conflitto modiale ritardò al 1942 l’apertura degli impianti.
Dai quei capannoni escono elettrodomestici, come radiatori per il riscaldamento e frigoriferi. Ma a partire dal 1948 la produzione della Isothermos cambia del tutto passando alle due ruote, intese naturalmente come motociclette. Rivolta rileva dalle Officine Giesse di Milano i progetti e la catena di montaggio dello scooter Furetto. Con questo primo motociclo – il cui slogan era “Furetto... lo scooter perfetto” – la Isothermos tenta l’approccio con i motori. Si inizia, così, una produzione di motocicli che nel 1953 viene affiancata dalla commercializzazione della Isetta, la piccola vettura pensata per il rilancio della fabbrica e per raggiungere i “grandi numeri”. L’azienda ha nel frattempo cambiato nome e, per sottolineare anche la produzione ormai diversificata, diventa Iso Automotoveicoli. Ma i risultati dell’Isetta tradiscono le aspettative, nonostante la vetturetta dell’ingegner Ermenegildo Preti rappresenti per certi versi un’innovazione – o per lo meno una novità – nel settore delle piccole utilitarie. L’avventura Isetta dura tre anni, dal 1953 al 1956, fino a quando la Iso Automotoveicoli non ne ferma la produzione e concede la licenza di fabbricazione alla Bmw (Germania), alla Velam (Francia), alla Borgward-Iso Espanola (Spagna) e alla Iso-Romi (Brasile).
A Bresso non hanno però dimenticato le motociclette. Il Furetto (con motore a due tempi di 65 cm3) non riscuote un gran successo e, secondo una leggenda, si narra che dopo una prova di paragone con un altro motociclo di pari cilindrata, Renzo Rivolta desse ordine di seppellire gli esemplari tenuti ancora in magazzino sotto le fondamenta di una palazzina in costruzione. Epica a parte, dal 1949 la fabbrica di Bresso sostituisce il Furetto con l’Isoscooter, molto simile stilisticamente ma con un nuovo motore di fabricazione Iso. Fino al 1962 le moto rappresentano l’intera produzione “Iso”, che in quell’anno decide di ritentare la strada delle automobili. Fallita l’idea delle utilitarie economiche e popolari, Renzo Rivolta “fiuta” il business nelle vetture gran turismo, le sportive ad alte prestazioni ma con abitabilità e confort degni di una berlina.
Il debutto avviene al Salone di Torino del 1962 con la Iso Rivolta GT 300 e GT 340, vettura disegnata dalla Carrozzeria Bertone e con il motore 8 cilindri a V di 5.356 cm3 della Chevrolet Corvette.
Alla Iso Rivolta GT seguono la Grifo (in produzione dal 1965) nelle versioni coupè, targa e spider; Renzo Rivolta, scomparso nel 1966 in seguito ad un attacco cardiaco, lascia l’azienda nelle mani del giovane figlio Pierattilio. Il ventitreenne, anch’egli grande appassionato di automobili, vede la nascita della lussuosa berlina S4 (1967), che prese poi il nome di Fidia, della potente Grifo 7 litri (1968) e la Lele (dal nome della moglie di Pierattilio), nata come modello unico – per il quale lavora l’ingegnere Marcello Gandini – commissionato da un cliente americano e in seguito prodotta in piccola serie (1969). Nel tempo le vetture subiscono pochissime variazioni, che riguardano alcuni particolari della carrozzeria. I motori rimarranno sempre gli 8 cilindri a V Chevrolet da 5.356 e 6.995 cm3, con potenze da 300, 340, 350 e 410 CV.
Nel 1972 la Iso Rivolta trasferisce le catene di montaggio in una nuova e modernissima sede a Varedo, sempre in provincia di Milano. Qui si studia una nuova sportivissima vettura, la prima Iso a motore centrale. È la Varedo, coupè due posti con motore 8 cilindri a V di 5.736 cm3 targato Ford Cobra Jet che sviluppa 325 CV. Viene esposta al Salone di Torino dello stesso anno ma rimmarrà un esemplare unico, oggi fortunatamente ancora nelle mani di Piero Rivolta.
Dall’esperimento della super-sportiva il passo verso le vetture da corsa è breve: Rivolta “junior” pensa possa essere una buona promozione per le sue auto. Il 29 aprile del 1973, al Gran Premio di Spagna, debutta in Formula 1 la scuderia Iso Marlboro con Frank Williams come direttore sportivo. Con la Iso Marlboro corrono i piloti Nanni Galli, Howden Ganley, Tom Belso, Nanni Pescarolo, Jaques Lafitte, Jaky Ickx, McRae, Van Lunep, Chenken. Dopo qualche buon piazzamento nella stagione ’73, l’anno successivo il team si avvale della collaborazione dell’ingegnere Gian Paolo Dallara, ma le cose non vanno troppo bene, complice la crisi petrolifera. I soldi scarseggiano – per tutti – e Rivolta, nell’estate del 1973, vende la Iso a un gruppo finanziario americano che ne modifica il nome in Iso Motors Company. In questo periodo l’unica novità che riguarda la produzione di serie è la versione Lele Sport, dalle caratteristiche e gli allestimenti più sportivi.
La produzione totale delle vetture Iso è di 2.955 unità, di cui 1.420 Isetta.
Le moto
1948
Furetto
Rappresenta il primo prodotto motociclistico della Isothermos, comprato su licenza dalle Officine Giesse di Milano. Ha un motore a due tempi monocilindrico di 65 cm3.
1949
Isoscooter
Prodotto in tre serie fino al 1957, l’Isoscooter intendeva fare concorrenza a Vespa e Lambretta. Il motore è due tempi monocilindrico con cilindro sdoppiato di 125 cm3 e 6,7 CV; ha un cambio a tre rapporti e le ruote con diametro da 12”. Dall’Isoscooter, nel 1951, nasce l’Isocarro a tre ruote con motore da 150 cm3.
1950
Isomoto 125
Il modello presentato nel ’50 monta lo stesso motore dell’Isoscooter. Tra le principali caratteristiche da sottolineare la sospensione posteriore a forcellone oscillante. Nel 1954 nasce la versione B, o GT, con le ruote da 14” al posto di quelle da 13” e gli ammortizzatori posteriori a vista. Sul finire del ’55 ancora un’evoluzione del modello con la GTD, che ha l’alettatura del cilindro più sviluppata, la testa più grande e le luci di scarico parallele a terra; la sospensione anteriore è ora telescopica e il cambio ha quattro rapporti. Un anno dopo arriva il modello E: poche le modifiche, che comprendono le ruote da 19” e la potenza del motore che sale a 7,3 CV. Sulla base della Isomoto, nel ’53 nasce l’Isosport, capace di 7,8 CV e 105 km/h.
1952
Iso 200
Motocicletta che rimane in produzione fino al 1959. Ha il motore a due tempi con cilindro sdoppiato, la miscelazione separata automatica con pompa meccanica, frizione semiautomatica e trasmissione cardanica. Nel 1954 viene presentata la Iso 250, con motore da 236 cm3 della Isetta: si differenzia dalla 200 per il cilindro in lega leggera, lo scarico singolo e il serbatoio bianco con una freccia rossa.
1955
Isociclo
Poca fortuna per questo piccolo motociclo di 49 cm3 (motore a due tempi della Rex) e cambio a due marce.
1956
Durante questo anno nascono due nuove motociclette: la Iso 175 e la Iso 150. La prima offre la novità del motore a quattro tempi con distribuzione ad aste e bilanceri ed è oggi un modello molto raro. La “150” diventa presto il modello di punta della Iso, col motore a cilindro sdoppiato da 150 cm3.
1957
Iso 125 A4D-GT e Sport A4E
Al Salone di Milano del ’57 viene presentata la 125 A4D, motocicletta con motore a quattro tempi di 123 cm3 e ruote da 14”. Verrà prodotta in due serie fino al 1962. La Sport A4E è molto simile alla A4D e monta lo stesso motore ma più potente (6,4 CV contro 6 CV) e le ruote da 19”. Il manubrio basso e i parafanghi più piccoli conferiscono lo stile sportivo.
1958
Iso 150 “Diva”
Con il calo di richieste per l’Isoscooter, la Casa di Bresso decide di rinnovare il modello lanciando l’Iso 150 (noto anche con il nome Diva): nuovi la carrozzeria e il motore, un monocilindrico da 150 cm3 accoppiato al cambio a quattro marce.
1961
Iso 500
Forse si voleva fare il salto di qualità e calcare un terreno dove la concorrenza, italiana e straniera, era tra le più agguerrite. Esposta al Salone di Milano, la Iso 500 rappresentava un concentrato di tecnologia: motore due cilindri boxer 492 cm3, cambio a quattro rapporti, trasmissione ad albero cardanico e avviamento elettrico. Ma la “500” non ebbe gran fortuna e ne furono prodotti solo tre esemplari.
Le auto
1953
Isetta
Per entrare nel settore automobilistico, la Iso Automotoveicoli progetta una piccola utilitaria dalle caratteristiche originali. Il motore, derivato dalla motocicletta Iso 200, è un piccolo monocilindrico di 236 cm3 per 9,5 CV. Ridottissimi gli ingombri della Isetta: 2,25 metri di lunghezza e 1,34 metri di larghezza. Riconoscibile per la linea, tondeggiante, l’ampio frontale, la coda rastremata e il geniale portellone anteriore.
1962
Iso Rivolta GT 300/GT 340
E’ la prima vettura gran turismo della Iso presentata nel 1962. Il disegno della carrozzeria è opera di Giorgetto Giugiaro (che all’epoca lavorava da Bertone) e veste un’auto lunga ben 4,75 m e larga 1,76 m. Ha telaio a pianale su cui è saldata la carrozzeria; le sospensioni anteriori sono a ruote indipendenti con quadrilateri deformabili e molle elicoidali, mentre il posteriore adotta il ponte De Dion. Il motore, della Chevrolet Corvette, è un 8 cilindri a V di 5.356 cm3 con 300 o 340 CV e spinge la Iso Rivolta a 220 o 238 km/h.
1965
Iso Rivolta Grifo/Grifo Spider
Anticipate con i prototipi – disegnati da Bertone e progettati da Giotto Bizzarrini – del ’63 e ’64, le Grifo coupè e spider entrano in produzione nel ’65. Telaio, cambio, differenziale, sospensioni e freni sono ereditati dalla GT. Anche il motore, da 300 e 365 CV, è sempre l’8 V della Chevrolet. Aumentano le velocità massime: 230 e 265 km/h a seconda della motorizzazione.
1967
Iso Rivolta S4 o Fidia
Affidata alle matite della Carrozzeria Ghia, la S4 o Fidia è una imponente berlina ad alte prestazioni: il motore è sempre quello della Corvette, disponibile con 300 o 350 CV.
1968
Iso Rivolta Grifo 7 litri
Al Salone di Ginevra del ’68 appare la cosiddetta Super Grifo, dotata di motore Chevrolet 8 cilindri a V di 6.995 cm3. La potenza è di 410 CV e la nuova sportiva raggiunge i 285 km/h. La “7 litri” di differenzia dalle Grifo 5.300 cm3 per una grossa presa d’aria rettangolare sul cofano anteriore, resa necessaria per il voluminoso “8V”.
1969
Iso Rivolta Lele
Un cliente americano commissionò alla Iso una vettura “su misura”. Era la Lele – disegnata dalla Bertone – e, grazie alla linea moderna e piacevole, venne avviata una produzione in piccola serie. Il propulsore è il solito 8V Chevrolet di 5.356 cm3 da 300 e 350 CV.
1972
Iso Rivolta Varedo (prototipo)
Il nome della città lombarda vicina a Milano dove si era trasferita la Iso ispirò quello di una nuova vettura. Una sportivissima GT a motore centrale progettata da Bizzarrini, che utilizzò un motore Ford Cobra Jet 8 cilindri a V di 5.736 cm3 e 365 CV. Alta poco più di un metro e larga quasi due, la Varedo rimase un esemplare unico.