giro notturno del lario - Auto-Classica.it


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Da Lecco (“su quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno…”) alla Valtellina e ritorno a Como affiancando la sponda sinistra del Lario. Un bel giro, al quale bisogna aggiungere l’attraversamento del Passo San Marco che, a quota 2000 metri sul livello del mare, unisce la Val Brembana e la Valtellina e può vantare il record di essere il colle più alto della Provincia di Bergamo. Questo è solo il riassunto dei 280 chilometri che hanno composto la trama della 22 edizione della rievocazione storica del Giro notturno del Lario che il Veteran Car Club Como ha mandato in onda il 27 e 28 giugno.

Ciò che di competitivo è rimasto di quella antica corsa intorno al lago rientra nella regolarità per auto d’epoca suggellata, inoltre, dalla validità per il Trofeo Zanon istituito dall’ASI. Hanno quindi composto la classifica finale la somma delle penalità accumulate dai circa 60 concorrenti al termine dei 32 rilevamenti cronometrici sparsi nelle località di Taceno, Pasturo, Morbegno, Bregolana, Bagni di Màsino, Traona, Nuova Olonio e Gera Lario.

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Una gara che ha fatto venire il fiato corto: ritmi abbastanza serrati ed un percorso “tuttocurve” che ha fatto danzare donne, uomini e motori. Lo stesso Giancarlo Scanziani – attivo ed entusiasta presidente del club comasco – è più volte sceso dall’auto barcollando ma soddisfatto. Grazie ai complimenti dei suoi partecipanti, per la scelta di strade e luoghi che in pochi conoscevano. La strada che da Morbegno si inerpica per raggiungere il Passo San Marco, per cominciare, è davvero incantevole e poco frequentata. Ma la vera sorpresa è arrivata da quell’angolo sperduto della Valtellina che sulle mappe risponde al nome di Bagni di Màsino. Lì finisce la strada in un’oasi di verde e rocce solcata dal vigoroso torrente Màsino.

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Non solo. Lì esiste un centro termale le cui prime, documentate notizie risalgono al 1462. La prima strada carrozabile, progettata proprio per raggiungere agevolmente questa fonte di acqua calda, è stata inaugurata nel 1847 e nel 1859 l’Albergo dei Bagni poteva ospitare 70 persone. E sempre lì si è conclusa la prima giornata del Giro del Lario, in un ambiente che, grazie anche alla mancanza di segnale per i telefoni cellulari, ha aiutato a stabilire un sano e piacevole contatto tra le persone che hanno potuto “far salotto” in tutta tranquillità. “Così ho trascorso il tempo in allegria, a mangiare, bere, dormire e far niente – recita il ricordo che un tal Ascanio Malacrida lasciò alle terme di Màsino nel 1785 – sono sempre stato in buona compagnia e, a dire la verità, sono tutto contento. Per questo voglio tornare un’altra volta, per me il viaggio non ha importanza”.
Abbandonate le montagne, il ritorno al lago è partito da Gera Lario per accarezzare tutta la sponda fino e Menaggio e infine Como, per la sosta finale in piazza Cavour.
I regolaristi doc hanno trovato pane per i loro denti, ma alla fine Francesco Di Pietra e Antonella Manzo (siciliani di Mazara del Vallo ma entusiasti soci del Veteran Car Club Como) non hanno lasciato scampo a Gianmaria Aghem e Giuseppe Rapisarda.

Classifica finale

Classifica finale
1. Di Pietra-Manzo                            Fiat 600 1958                         114,81 pen.
2. Aghem-Conti                                BMW 328 Roadster 1938       122,57
3. Rapisarda                                    Fiat 600 Moretti 1956             179,2
4. Bestetti-Colombo                          Lancia Fulvia HF 1,3 1968      269,34
5. Clerici-Restelli                              Porsche 356 SC 1965             299,45
6. Colombo-Scotti                             Lancia Fulvia Sport 1970         302,4
7. Rossi-Messana                              Lancia Fulvia HF 1968            325,62
8. Rugo-Varaschini                            Porsche 356 B TG 1962         411,34
9. Buratti-Bruschelli                          Fiat 1200 Gran Luce 1959      426,05
10. Croserio-Pantuso                        Mercedes 230 SL 1066          541,31