Fiat 125 rally - Auto-Classica.it


COSI’ NACQUE
LA SQUADRA CORSE
 
Grazie alla berlina da città valida anche nei rally la Casa torinese riaprì le porte alle competizioni alla fine degli Anni Sessanta – Ferrero e Ceccato i primi piloti
 
di Luca Gastaldi

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Forse non è una delle auto d’epoca più apprezzate ma in qualche modo ha avuto un ruolo da protagonista nelle vicende della storia. La Fiat 125 - la berlina, l’auto da famiglia, da commercianti o imprenditori, l’auto del papà che i giovani usavano per fare il “figurone” con la fidanzata – si può paragonare al Dottor Jackyl e Mister Hyde della clinica Lingotto. In settimana macinava chilometri per affari, luccicante nelle sue cromature, nei weekend resisteva con caparbietà al fango e ai sassi delle strade da rally, il motore urlava sotto il piede dei piloti. Con lei (e grazie a lei) nasceva la Squadra Corse Fiat.
Ma com’è nato l’esperimento e perché?
Dalle gare di regolarità stavano nascendo i rally e stavano diventando sempre più popolari. Era tempo di cavalcare un cavallo vincente, bisognava in qualche modo essere presenti. Questo pensavano Giovanni Sguazzini (Direzione Assistenza Tecnica Auto) e Maria Rubiolo (Ufficio stampa e pubbliche relazioni). Correva l’anno 1968: dall’ufficio stampa uscivano otto vetture (Fiat 124 berlina e 125 messe a punto ed allestite per la categoria Gruppo 1 dal reparto esperienze) da dare in uso a tre scuderie, il Jolly Club, la Bardhal e la Pinerolo Corse. Dovevano partecipare ai rally. Sui campi di gara, però, arrivavano anche i furgoni del Servizio Assistenza Tecnica Fiat con i pezzi di ricambio. Per il momento gettavano il sasso nascondendo - più o meno - la mano.
Nel 1969, la 125 Special, che aveva in pratica sostituito la 124, si dimostrava una vettura da battere nella sua categoria, era potente, affidabile e robusta. Alla fine di questa stagione, il veneto Pino Ceccato, protagonista anche di un secondo posto assoluto nel selettivo Rally dell’Isola d’Elba, conquistava il titolo italiano di Gruppo 1. Sulla scia di questo successo la Fiat cominciava a pensare ad un impegno più deciso. Non passava molto tempo, nel 1970 nasceva il Servizio Assistenza Rally, da tanti chiamato Fiat Rally o, più semplicemente, Reparto Corse.
Per la seconda volta nella sua storia – dopo la prima esperienza terminata negli Anni Venti – la Casa torinese credeva e si impegnava nello sport.
 
I piloti Ferrero e Ceccato
Ecco due piloti simbolo che hanno aperto e chiuso il “capitolo 125” nei rally, Mario Ferrero e Pino Ceccato.
Al Rally Giro dei Monti Savonesi del 1967, il piemontese Mario Ferrero – in corsa con una Fiat 850 berlina – incontra Gianfranco Silecchia, il futuro responsabile del Servizio Assistenza Rally Fiat ma per il momento una sorta di “talent scout” della Pinerolo Corse. Silecchia propone a Ferrero di correre la corsa in salita Aosta-Pila con la sua Fiat Abarth OT 1000, una sorta di “test” grazie al quale, poche settimane più tardi, Ferrero sarà al via del Rally di San Marino con una delle famigerate Fiat 124 dell’ufficio stampa.
Oltre ai risultati sportivi ottenuti, a Ferrero spetta il merito di aver portato in corsa, per primo, la Fiat 125. Avviene al Rally del Sestriere del 1968 e come debutto non c’è male: Ferrero, in coppia con Pier Luigi Garaffi, termina 1° di gruppo e di classe.
Pino Ceccato, classe 1943, debutta nei rally nel 1966 al volante di una Fiat 850 berlina; nel ’67 passa alla 124 berlina, con la quale corre fino alla metà del ’68, quando entra in scena la nuova 125. Nello stesso anno si aggiudica il titolo italiano di Gruppo 1, che bisserà nella stagione successiva. “Ho dei bellissimi ricordi della 125 – racconta Ceccato – era un’auto perfetta per i rally di allora, che si correvano su strade impervie. Con la versione Gruppo 1 bisognava guidare in continuo controsterzo a causa della trazione posteriore, la mancanza del differenziale autobloccante e dei fondi scivolosi”.
 
Sulla 124 anche Montezemolo
Con una Fiat 124 berlina del Jolly Club, ad un Rally di Sanremo partecipò anche l’equipaggio composto da Cristiano Rattazzi (pilota) e Luca Montezemolo (navigatore). Fu la loro prima gara, da una parte festeggiata con la vittoria in Gruppo 2 ed il settimo posto assoluto, dall’altra inacidita dal divorzio con la scuderia. Nelle corse successive saranno, infatti, portacolori della Pinerolo Corse.
 
Caratteristiche tecniche in allestimento Gruppo 1
Motore: 4 cilindri in linea, 1608 cm3
Potenza: 145 CV a 6800 giri/min.
Coppia massima: 15 kgm a 3800 giri/min.
Peso: 1160 kg
Rapporto peso/potenza: 81 kg/CV