Campionato A112 Abarth - Auto-Classica.it

TRAMPOLINO DI LANCIO PER TANTI CAMPIONI
L’Autobianchi A112 è stata una vettura di successo anche nelle competizioni rallystiche grazie al trofeo monomarca riservato alla versione Abarth, “inventato” da Cesare Fiorio nel 1977, che ha valorizzato campioni come Bettega, Tabaton, Cunico e Cinotto

di LUCA GASTALDI

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Oltre trent’anni fa Lancia inventa per i giovani il trampolino di lancio del rallismo: il Campionato A112 Abarth 70 Hp, pensato e realizzato per ridurre gli elevati costi della vettura, di preparazione e assistenza in gara e di tutti gli accessori connessi.
La Fiat inaugura così la manifestazione che negli anni a venire sarà il vero e ineguagliabile trampolino di tanti giovani anonimi ma aspiranti piloti: la formula Autobianchi, cioè il Campionato A112 Abarth 70 Hp, con la A112 che esce direttamente dalla linea di montaggio di Desio.
È la politica giusta, nata in Italia ed unica al mondo, che permette a moltissimi giovani di mettersi in luce ed emergere utilizzando la berlinetta stradale allestita con pochissime modifiche: auto strettamente di serie con l’obbligo di montaggio di un kit di accessori e elementi di sicurezza ad un costo decisamente basso. In che modo l’azienda spiegò il successo di questa formula?
“Con il crescere dei costi la partecipazione ai rally sta diventando sempre più difficile per molti appassionati e tende a trasformarsi in un fatto di èlite anche economica, in una situazione del genere, non è facile individuare i nuovi piloti validi, i giovani destinati al naturale ricambio degli elementi già affermati” sosteneva all’epoca Cesare Fiorio. Che proseguiva così: “Chi può permettersi di mantenere una vettura ultra potente e super preparata ha già in partenza maggiori possibilità sugli avversari, che hanno magari talento, ma mezzi economici inferiori. Con la nostra formula abbiamo cercato di aggirare l’ostacolo, perché le A112 Abarth 70 Hp che hanno partecipato al Trofeo erano vetture strettamente di serie con le poche modifiche permesse al Gruppo 1 e quindi assolutamente uguali negli allestimenti e nella preparazione.

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Altro aspetto importante del problema è il fatto che i piloti gareggiano nel campionato A112 sugli stessi percorsi dove si svolgono le gare di campionato italiano, l’unica differenza è la brevità del tracciato che viene ridotto, trattandosi di una formula addestrativa, a circa 400 km. Questo terreno di gara dà a tutti la possibilità di misurarsi con gli assi del rally sugli stessi percorsi e sulle stesse prove speciali. In questo modo i neopiloti acquisiscono un’esperienza preziosa per la loro attività futura. Come le monoformule adottate a scopo didattico e propagandistico in pista sono state capaci di formare autentici campioni, così il campionato A112 dovrebbe poter addestrare una nuova generazione di piloti rally. In sostanza questo campionato rappresenta un ottimo biglietto da visita per un equipaggio ed un eccellente trampolino di lancio”.
Eccoci quindi all’esordio della “Formula Autobianchi”, avvenuto alle 22.30 dell’11 marzo 1977 con la partenza del Rally Il Ciocco con pioggia, grandine e nebbia. Vince l’equipaggio Fusaro-Deola con quasi 4 minuti di vantaggio sul secondo classificato Orlandini-Auferi.
Al secondo appuntamento, il rally di Sicilia, Attilio Bettega con la moglie Isabella (sposini in viaggio di nozze), vince la gara. La prima delle 5 vittorie su 14 gare che permettonoo a Bettega di aggiudicarsi il primo Campionato A112 70 Hp, seguito in classifica finale da Fusaro.

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Ed è con la prima edizione che inizia la consuetudine di permettere al miglior pilota di esordire con una vettura ufficiale al rally della Valle d’Aosta come premio aggiuntivo, in accordo con la politica del Gruppo Fiat che è quella di valorizzare i giovani.
Bettega partecipa con la Lancia Stratos e Fusaro con la Fiat 131 Abarth Rally. Le prove valevoli per il campionato A112 Abarth 70 Hp 1978 sono 14. All’inizio della seconda stagione, l’eredità di Attilio Bettega è raccolta da Fabrizio Tabaton, che aggiudicandosi due vittorie assolute nei rally Targa Florio e Coppa Liburna precedette Carlo Capone a parità di punteggio finale, ma con un secondo posto in più. Tabaton si laurea campione all’ultima gara: il Giro d’Italia. Alla viglia le sorti del campionato sono in mano a Capone, compagno di scuderia di Tabaton, ma il piemontese si accontenta del terzo posto nella classifica di gara, quando gli sarebbe servito un secondo posto per trionfare. Per avere un’idea del panorama rallistico di quegli anni, ecco l’elenco delle prove valide per il Campionato A112 Abarth 70 Hp 1978: sono Sicilia, Costa Smeralda, Isola d’Elba, 4 Regioni, Gargano, Ciocco, Valli Piacentine, Colline di Romagna, Coppa Liburna, Sanremo e Giro d’Italia.
I migliori del Campionato 1978 – Fabrizio Tabaton, Carlo Capone e Pietro Mirri – partecipano alla trasferta inglese del rally di Gran Bretagna e nel 1979 prendono parte al campionato italiano rally con una Lancia Stratos e due Fiat Ritmo. Gianfranco Cunico è il mattatore della terza stagione vicendo ben sette gare su dieci, e classificandosi anche primo nella classifica speciale Under 23. Non dobbiamo dimenticare gli ottimi avversari: Comelli e Vittadini ed un Cinotto al quinto posto assoluto che ritroveremo vincitore nel 1980.
Michele Cinotto è il campione della quarta edizione davanti a Caneva, Zini e Pelli e si mette in evidenza vincendo 5 gare su 10. Non viene offerta a Cinotto l’opportunità di partecipare al Rally Valle d’Aosta con una vettura del Gruppo Fiat ma viene contattato da alcune case costruttrici per la stagione successiva.
Con la quinta stagione si raggiunge il risultato di 2007 partenti in 56 rally con oltre 400 kit di preparazione venduti in 5 anni. Il vincitore, Paolo Fabrizio Fabbri, deve lottare non poco contro gli agguerriti Sponga e Canobbio, vincendo quattro gare su dieci e piazzandosi al secondo posto in due gare.

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Le prove del Campionato 1981 sono: Targa Florio, Costa Smeralda, Isola d’Elba, 4 Regioni, Lana, Ciocco, Colline di Romagna, Piancavallo, Sanremo, San Marino.
Il 1982 è l’anno della vittoria di Daniele Signori, con De Paoli e Canobbio che lottano fino all’ultima gara, il Rally San Marino: poi i migliori piazzamenti decidono il risultato finale.
Con la settima edizione Piero Canobbio finalmente vince il campionato A112 Abarth raccogliendo sei vittorie su dieci, lottando alla pari con Andolfi e Salvan. Canobbio, meccanico della Scuderia del Grifone, ha vinto la sua prima gara nel 1981, Rally Isola d’Elba: epica l’assistenza in gara cambiandosi la crociera di un semiasse. Non avendo a disposizione nulla per sollevare la sua A112 la rovesciò su un fianco, la riparò e vinse la sua prima gara.
Prove valevoli per il campionato A112 Abarth 70 Hp 1983: Targa Florio, Costa Smeralda, 4 Regioni, Lana, Ciocco, Colline di Romagna, Piancavallo, Sanremo, 100.000 Trabucchi, San Marino.
L’ultima stagione è stata l’apoteosi di Pietro Corredig, l’unico pilota che ha partecipato a tutte le edizioni del campionato. Con la vittoria al Rally di Sanremo “il nonno” Pietro ha così potuto suggellare la fedeltà al monomarca più seguito del mondo, continuando poi con l’erede: la Fiat Uno 70 e Turbo.
Il campionato 1984 chiude un’epoca, al termine della disputa di queste gare: Targa Florio, Costa Smeralda, 4 Regioni, Isola d’Elba, Lana, Colline di Romagna, Piancavallo, San Marino, Sanremo. L’idea iniziale si concretizzò a tal punto che le partecipazioni in 85 gare superarono abbondantemente le 3000 presenze e tanti campioni a livello nazionale, europeo e mondiale riuscirono ad emergere. In tal modo, l’obiettivo principale che era una scuola-vivaio di giovani piloti rallisti estendendo la possibilità di partecipazione e di selezione al maggior numero possibile di appassionati si concretizzò. Si ottiene sempre una selezione severissima di valori in campo poiché la partecipazione così numerosa era anche dovuta al basso costo in confronto ai premi in palio ed alle possibilità future dei migliori.
 
TUTTI I CAMPIONI 
 
1977 Attilio Bettega; 1978 Fabrizio Tabaton
1979 Franco Cunico; 1980 Michele Cinotto
1981 Paolo Fabrizio Fabbri; 1982 Daniele Signori

1983 Piero Canobbio; 1984 Pietro Corredig